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LA CASTAGNA DEL PRETE
La produzione delle Castagne del Prete sono risale ad una antica tradizione Avellinese che permette di conservare per un lugno periodo di tempo le castagne per poterle consumare durante le feste natalizie o durante le serate invernali accompagnate con un buon bicchiere di vino. Esso veniva generalmente fatto da tutte le famiglie che producevano le castagne utilizzando i forni familiari presenti nelle abitazioni rurali.
Per preparare le Castagne del prete vengono usate in prevalenza le castagne di Montella, e questo in quanto la pellicina che riveste il seme si elimina con maggiore facilità e le castagne rimangono intere anche dopo il processo di essiccazione e tostatura. Per l’essiccazione viene impiegato legno di castagno e viene effettuata con il sistema tradizionale di un essiccatoio a fumo. Questa operazione dura diversi giorni, ed ha la finalità di conferire al frutto un aroma delicato di affumicato, che crea un piacevole contrasto con il sapore leggermente dolce della castagna. Finita l’essiccazione e la tostatura le castagne sono immerse nell’acqua.
Osservando più da vicino il processo di produzione possiamo individuare le seguenti tre fasi: l’essiccazione e al successiva selezione delle castagne migliori, la tostatura ed il cosiddetto “bagno” o idratazione. Ogni fase ha un suo ruolo preciso per conferire alle castagne del Prete le sue rinomate proprietà sensoriali.
L’essiccazione avviene in antichi locali denominati “gratali” riscaldati costantemente per oltre dieci giorni dal fuoco prodotto dalla combustione di legno di castagno. Questa fase è essenziale per ridurre il contenuto di acqua presente nelle castagne (55%) e per conferirle un caratteristico aroma di affumicatura al prodotto finito.
La successiva fase della tostatura avviene in speciali forni dove grazie all’imbrunimento degli zuccheri presenti naturalmente nella castagna, si ottiene una ulteriore caratterizzazione del prodotto.
La fase finale di produzione è quella della idratazione o bagno. Le castagne vengono immerse in acqua o acqua e vino per circa sette giorni. per farle insaporire e reidratare.
Se le castagne vengono sgusciate prima di essere poste sui graticci vengo chiamate: “infornate” o “nvornate”. Nel caso in cui, le castagne posseggono un’alta percentuale di umidità e nonostante la permanenza sui graticci, rimangono “mosce”, vengono infilate ad uno spago, a mo di rosario ed appese in attesa di essere consumate. Le castagne mosce o “tenerelle” sono saporite e zuccherine, oltre che conservabili per diversi mesi.
Una volta sgusciate le castagne del Prete si presentano di colore marrone intenso e hanno sapore caratteristico che richiama lo zucchero caramellato. La zona di produzione comprende i comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e la contrada Bolifano del comune di Montemarano.
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