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La Castagna Igp di Montella

LA CASTAGNA Igp di MONTELLA

 

La coltivazione del castagno (originario dell'Asia Minore) nell’area di Montella risalirebbe ad un periodo compreso fra il VI ed il V secolo a.C. La prima legge per la tutela del castagno risale al tempo dei Longobardi (571 d.C). Nell’ottocento la castagna di Montella veniva esportata in America e Canada La castagna, in origine era considerato il “pane dei poveri”, oggi è passata oggi ad essere un prodotto di élite.
La "Castagna di Montella" ha ottenuto già nel 1987, unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo, il "Riconoscimento della denominazione di origine controllata" (D.O.C.).. La Commissione UE, con Regolamento CEE N. 2081/92 del 14 Luglio 1992 ha attribuito alla Castagna di Montella il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) con cui ha voluto tutelare la tipicità e la genuinità del prodotto attraverso l’individuazione dell’area di produzione.

I castagneti sono situati tra i 500 e 1000 metri di altitudine su terreni con esposizione favorevole, in modo da conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità. Il numero di piante per ettaro varia da un minimo di 80 a un massimo di 160. La potatura e la raccolta devono essere condotti con metodi tradizionali.
La resa massima di frutti ammessa è stabilita in 25 chilogrammi per pianta e in 30 quintali per ettaro, anche in annate particolarmente favorevoli.
A Montella la raccolta inizia ad ottobre e termina a inizio novembre. La raccolta delle castagne avviene interamente a mano nel momento in cui i frutti cadono dall’albero, i frutti giungono al suolo nei ricci ancora chiusi, altri nei ricci già aperti e altri cadono dai ricci che si aprono rimanendo appesi ai rami. La raccolta va effettuata il più presto possibile ed è buona norma effettuarla con più passate, distanziate di pochi giorni, per evitare che le condizioni meteorologiche (pioggia, sole) e il contagio con patogeni rovinano il raccolto.

Le varietà sono al 90% Palummina e per il restante 10% Verdola. La sapidità e la fragranza del prodotto consentono due forme principali di utilizzazione: allo stato fresco (comprendendo anche il surgelato) , allo stato secco, in guscio o sgusciato. Dalla produzione delle castagne bianche secche si ricava la farina di castagne.
 
Dal punto di vista commerciale si effettua una distinzione tra marroni e castagne. La castagna ha colore marrone scuro, taglia medio piccola, schiacciata su un lato, buccia spessa e pellicola molto aderente alla polpa. Il marrone è più grande, la colorazione è marrone chiaro con striature, buccia sottile e pellicola facilmente separabile con un gusto tendente al dolce.

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