Dalla gastronomia umbra proviene questa pasta semplice che si prepara con farina di grano tenero acqua e sale. La zona di provenienza è quella di Foligno e Spoleto. Si tratta di una pasta lunga con forma simile agli spaghetti ma con sezione quadrata, di dimensione più spessa e con superficie ruvida. La caratteristica di questa pasta risiede nella sua superficie ruvida che la rende una pasta che si adatta bene ad ogni tipo di condimento sia a base di carne con salsiccia, maiale, pancetta, selvaggina oppure condimenti più semplici e leggeri a base di pomodoro, verdure o tartufo.
Si proprio il tartufo è il condimento preferito da questa pasta. Una leggenda racconta che Federico Barbarossa ospite del Castello di Possignano rimase così entusiasta degli strangozzi al tartufo al punto da mitigare la sua furia guerriera e risparmiare l'Umbria dalle devastazioni della guerra.
Gli strangozzi sono conosciuti anche come "strozzapreti o strangolapreti" . Il motivo risiede nel fatto che la loro forma ricorda le stringhe delle scarpe che gli anticlericali rivoluzionari, ai tempi del dominio dello stato Pontificio, usavano per strangolare i malcapitati clericali che gli capitavano tra le mani.
RICETTA : STRANGOZZI AL TARTUFO
INGREDIENTI (per 4 persone):
Strangozzi 500g Crema al tartufo bianco 80g (Athenor) Burro: 30g Prezzemolo: un ciuffo Sale q.b.
Portare a cottura al dente in abbondante acqua salata gli strangozzi. In una padella ampia fare fondere il burro ed aggiungere la crema al tartufo bianco di Athenor. Amalgamare il tutto e quando la pasta è cotta scolare e versare il tutto nella padella e saltare la pasta che è stata fatta cuocere al dente. Servire il piatto ben caldo cospargendolo di prezzemolo tritato a crudo. Il segreto per ottenere un ottimo risultato in questo piatto e quello di aspettare che si sia ammorbidita la pasta prima di girarla una volta che questa è in acqua. In questo modo si eviterà che questa si possa rompere.
|