L’Uva, le erbe, le spezie: alla base c’è un ottimo moscato, dal sapore tondo e morbido, prodotto con selezionate uve dell’Astigiano. Nel corso di una sapiente lavorazione la pienezza del vino è arricchita dai tanti profumi, sapori e aromi delle erbe e delle spezie. Ne sono necessarie più di venti e provengono da tutto il mondo, dal lontano Oriente, dall’India, dall’Africa e dai Caraibi.
La lavorazione artigianale: sia il trattamento dei componenti che la lavorazione del prodotto sono effettuati in modo artigianale. Ad esempio l’assenzio, cresciuto spontaneamente nella conca di Vertosan in Val d’Aosta, è raccolto, selezionato ed essicato in modo tradzionale nei solai da un esperto della zona, il Sig. Castagna. Successivamente vengono utilizzati solo i fiori e le foglie. Un alto esempio: le arance amare sono sbucciate a mano e la buccia sottile, ricca di olii essenziali, viene impiegata come aroma naturale, per dare al prodotto qulla inconfondibile fragranza. Nel vermouth Classico di Casa Martelletti non c’è assolutamente nulla che non sia naturale e tutta la sua produzione è seguita passo dopo passo, per garantire un prodotto realmente unico e diverso.
La storia del vermouth Classico Martelletti: questa meravigliosa bevanda ha un origine antichissima e un po’ magica. Nasce oltre duemila anni fa come bevanda corroborante e medicamentosa ottenuta facendo macerare nel vino i fiori d’assenzio. Si dice che l’inventore fu lo stesso Ippocrate ed il “vinum absinthiatum” era abitualmente offerto da Cicerone agli amici ospiti nella sua villa. Successivamente i viaggi ed i contatti con l’Oriente aggiunsero le spezie e i profumi esotici. Nel ‘600 Alessio, un erborista piemontese, portò questo vino particolare alla corte di Vienna dove fu chiamato Vermut perché questo è il nome in tedesco dell’assenzio. Da qui passò alla corte di Parigi, dove divenne Vermouth e dove fu anche chiamato “vin d’honneur”. Tornò infine nella Corte sabauda di lingua e cultura francese e particolarmente predisposta al consumo dei così detti cordiali, rosoli, ratafià, ecc. Qui si radcò definitivamente, grazie alle uve di moscato e alla cerchia delle Alpi che fornivano le più rinomate erbe officinali. Il vermouth divenne un prodotto tipicamente piemontese, ma soprattutto del vermouth fu apprezzato il suo piacevolissimo e inconfondibile sapore la cui fama si è diffusa in tutto il mondo ed ha fatto del vermouth sinonimo di ciò che è italiano. Ed infine noi oggi, ultimi custodi di questa antica tradizione, siamo qui a scrivere un nuovo capitolo di questa lunghissima storia con un prodotto che, nella sua formula e nella sua realizzazione, viene direttamente dal passato.
Come degustare il vermouth: la tradizione propone il vermouth come aperitivo, ma la pienezza e ricchezza del gusto sapientemente articolato rendono il Vermouth Classico di Casa Martelletti idoneo ad essere consumanto anche a fine pasto, alla sera o nei momenti di pausa. Lo si degusta lentamente, prima con l’olfatto per iniziare a scoprire la trama dei tanti sapori e umori, si attende che la sensazione di benessere predisponga favorevolmente la ricettività dei terminali gustativi e poi lo si assapora come una piccola, ma intensa emozione. Lo si beve liscio e freddo, magari con ghiaccio e in un bicchiere importante e rotondo con una bocca lievemente chiusa e sempre adornato da una fetta d’arancio.
Solo per l’acquisto di vino ti chiediamo di scegliere almeno 3 bottiglie anche di diversa tipologia e produttore, questo ci permetterà di far viaggiare il tuo ordine in speciali box d’imballo garantendone l’incolumità.
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